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    February 16

    il cattivo

    E  poi c’è il cattivo delle mie storie che a ben guardare non lo è poi così tanto. Ci si potrebbe innamorare di lui se non fosse così dannatamente cinico.

    È la figura mitologica per eccellenza: il vampiro maledetto. Quando parla ha la voce profonda, cavernosa, suadente come il miele e un ipnotismo che ti costringerebbe a buttarti dal ponte di Cassano con un sorriso sulle labbra.

    Schifoso manipolatore! Entri nel suo mondo e ti incanta con la sua immaginazione. E tu ti lasci sedurre dal suo intelletto e dal fascino indiscutibile di un romantico vampiro: lo immagini al cimitero, al tramonto a morire di noia, per poi scoprire che è davvero lì ad ascoltare Heavy Metal con l’ipod perché rende l’atmosfera di tristezza che lo ha colto. Il sanguisuga ha passato la sua infanzia a leggere Baudelaire e Rimbaud  e ora vive là dentro. Si lamenta di noia, ma è felice di lasciarsi andare.

    E mentre  pensi a lui, indisponente misantropo, lo vedi trasformarsi in un cucciolo abbandonato sotto il temporale.

    Fine del mostro. Inizio del mito.

    Destinato a vivere centinaia d’anni in completa solitudine senza un’anima che gli stia accanto. Come tutti i vampiri si avvicina alla gente, si lascia affascinare, si crede sedotto ma in realtà cerca solo un modo per allontanare la noia.

    La sua paura di essere abbandonato gli fa azzannare, senza uccidere, chi lo scopre. Il suo orgoglio lo fa allontanare dal resto del mondo e la sua tristezza avvicinare a chi gli ha toccato l’anima. Se ne prende cura il dannato vampiro, dopo che ha tentato di sbranarlo. Ma nel frattempo continua a succhiare sangue e ad uccidere chi non gli interessa. Nel libro, che però è la sua vita, ti chiedi se ucciderà il rompiscatole grillo parlante. Ne sarebbe capace anche se lo adora. Normalmente, il vampiro ha un passo felpato, elegante, ma davanti al grillo ha un intercedere da papera ed è capace che lo schiacci senza rendersene conto. Il cattivo per eccellenza non lo è. Solo, dannatamente ostinato e con una stupida ossessione per la morte e il farsi del male con le proprie mani. Meglio il dolore del terrore. Ti fa rabbia questo mostro, ti fa uscire la bava dalla bocca e ringhiare. Ecco prendi la mazza da baseball, gliela dai in testa. Altro che dolce grillo parlante, la sua autocommiserazione ti intenerisce e ti dà sui nervi. Colpo secco. Speri che perda la memoria, che non ricordi di essere un dannato e che finalmente incominci a vivere prima di morire. 

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