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    February 24

    Braccobaldo e il maggiore

    Dal mio vecchio blog... 23/03/2005 16:46

     

     

    Lunedì mattina.

    Metropolitana, la lezione di francese mi attende, ma prima c'è il lungo tragitto per arrivare a Milano. Così mi siedo tranquillamente e tiro fuori da studiare e aspetto che la metro parta.

    Ad un certo punto da lontano si sente:

    "FOOOOORZA ANDIAMO.... ANDIAMO"

    Guardo incuriosita e vedo un signore con un cappello simile a quello dei maggiori e trascinava, dietro di sé, un carrellino (come quello che usano le signore anziane per fare la spesa al mercato) pieno di buste trasparenti.

    Due ragazzi davanti a me borbottano tra di loro: "oh mamma!!! se entra qui cambiamo carrozza!"

    E poi eccolo.

    Entra proprio da noi, ma nessuno si alza.

    L'uomo continua a parlare, perso nel suo mondo, e si rivolge ad un ragazzo

    "QUELLO è IL MIO TERRITORIO, l'ho prenotato io, devo sedermi io, quello e il mio posto".

    Così trascinandosi dietro il carrellino si mette dietro a lui.

    "BRACCOBALDO, HAI VISTO COME è BELLO IL NOSTRO POSTO?"

     dice il maggiore rivolgendosi ad uno zampone attaccato con degli elastici per i capelli al carrellino.

    Il ragazzo è in preda al panico.

    Si alza e si sposta.

    "BENE ERA ORA, COSì FINALMENTE IL POSTO è TUTTO NOSTRO, IL NEMICO SI ALLONTANA".

    Accanto a lui ci sono dei ragazzi marocchini che da seriosi, prima, incominciano a ridere.

    La metro sta per partire.

    "FORZA è ORA DI ANDARE IO COMANDO!!! METTIAMO LA QUARTA!"

    la metro parte.

    "YUUUUUUUU, ALLACCIATEVI LE CINTURE ANDIAMO Più FORTE DELLA VELOCITà DELLA LUCE."

    Il suono dell'armonica si spande nella nostra carrozza e man mano si interrompe lasciando spazio alla sua voce che si pone domande e si risponde da solo.  

    ...

    poi

    ...

    "COME FA IL CAVALLO???HIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!! E IL GATTO? BAU BAU!!! E IL CANE? MIAOOOOOO MIAOOOO!"

    "perché ridete?"

    "Perché non ridete?"

     

    Ad un certo punto sale su una ragazza:

     

    "ANNA VIENI A SEDERTI QUI!!! TU SEI ANNA. TU TI PUOI CHIMARE SOLO ANNA"

     

    La presunta Anna  si siede vicino ai due ragazzi, davanti a me.

    Sbigottita.

    Lui, intanto, dà nomi a tutti.

    Io sono...

    "AMERìCA TU PUOI CHIAMARTI SOLO AMERìCA"

    un'altra

    "TU SEI ERMENEGARDA, TU PUOI ESSERE SOLO ERMENEGARDA"

    la ragazza seduta vicino a me viene interpellata così:

     

    "TU RAGAZZA CON I CAPELLI BIONDO CORVINI"

    Ad un certo punto una ragazza si alza per scendere e le urla dietro:

    "METTITI LA MINIGONNA, O HAI LE GAMBE STORTE?".

    La ragazza scende.

    Ma le stranezze del nostro anziano amico non sono finite.

     

    Prende dalla sua giacca una sigaretta e la mette sullo zampone.

    Tira fuori un accendino  dalla tasca e finge che sia un telefonino.

    "PRONTO!!! PRONTO!!!NON RISPONDI?"

    Ride.

    Lo accende, lo avvicina alla sigaretta e fa:

     "BRACCOBALDO VUOI FUMARE?" "TI ACCENDO LA SIGARETTA"

    avvicina l'accendino a Braccobaldo, lo ritrae, ride

    "NO NON PUOI FUMARE QUI BRACCOBALDO TI HO FREGATO EH EH EH"

    lo ripete più volte.

     

    Qui le risate incomincio a non trattenerle più.

    Mi giro dall'altro lato.

     

    La maggior parte delle persone o ha il sorriso sulle labbra o cerca di nascondere che sta ridendo.

     

    "STATE TUTTI LEGGENDO, ORA LEGGO ANCHE IO. TRA UN PO' ARRIVIAMO IN ITALIA" così prende un depliant dell'esselunga e incomincia a leggerlo.

    Uno dei marocchini non ce la fa più scoppia a ridere.

    Il maggiore lo guarda "TU MI STAI SIMPATICO, TI REGALO UNA COSA PREZIOSA, CONSERVALA BENE!" dice regalandogli il depliant dell'esselunga.

     

    "VOI SIETE TUTTI MATTI!!!!"

    ...

     

    Centrale

    Un'ultima occhiata al maggiore

    E lascio la verde.

    Noi siamo tutti matti.

    Forse è vero, ogni giorno prendiamo la metro, nessuno si guarda in faccia, tutti sono stanchi, tristi.

    Nessuno ride, ma la gente che lascia quella carrozza ha il sorriso sulle labbra e un po' di tristezza negli occhi.

     

    La depressione è brutta.

    SI vive in un altro mondo.

    Se il cervello sta male non ci sono cure.

    È questa la tristezza.

    Ma forse il mondo del maggiore è più allegro del nostro...

     

     

     

     

    O forse no...

    February 16

    il cattivo

    E  poi c’è il cattivo delle mie storie che a ben guardare non lo è poi così tanto. Ci si potrebbe innamorare di lui se non fosse così dannatamente cinico.

    È la figura mitologica per eccellenza: il vampiro maledetto. Quando parla ha la voce profonda, cavernosa, suadente come il miele e un ipnotismo che ti costringerebbe a buttarti dal ponte di Cassano con un sorriso sulle labbra.

    Schifoso manipolatore! Entri nel suo mondo e ti incanta con la sua immaginazione. E tu ti lasci sedurre dal suo intelletto e dal fascino indiscutibile di un romantico vampiro: lo immagini al cimitero, al tramonto a morire di noia, per poi scoprire che è davvero lì ad ascoltare Heavy Metal con l’ipod perché rende l’atmosfera di tristezza che lo ha colto. Il sanguisuga ha passato la sua infanzia a leggere Baudelaire e Rimbaud  e ora vive là dentro. Si lamenta di noia, ma è felice di lasciarsi andare.

    E mentre  pensi a lui, indisponente misantropo, lo vedi trasformarsi in un cucciolo abbandonato sotto il temporale.

    Fine del mostro. Inizio del mito.

    Destinato a vivere centinaia d’anni in completa solitudine senza un’anima che gli stia accanto. Come tutti i vampiri si avvicina alla gente, si lascia affascinare, si crede sedotto ma in realtà cerca solo un modo per allontanare la noia.

    La sua paura di essere abbandonato gli fa azzannare, senza uccidere, chi lo scopre. Il suo orgoglio lo fa allontanare dal resto del mondo e la sua tristezza avvicinare a chi gli ha toccato l’anima. Se ne prende cura il dannato vampiro, dopo che ha tentato di sbranarlo. Ma nel frattempo continua a succhiare sangue e ad uccidere chi non gli interessa. Nel libro, che però è la sua vita, ti chiedi se ucciderà il rompiscatole grillo parlante. Ne sarebbe capace anche se lo adora. Normalmente, il vampiro ha un passo felpato, elegante, ma davanti al grillo ha un intercedere da papera ed è capace che lo schiacci senza rendersene conto. Il cattivo per eccellenza non lo è. Solo, dannatamente ostinato e con una stupida ossessione per la morte e il farsi del male con le proprie mani. Meglio il dolore del terrore. Ti fa rabbia questo mostro, ti fa uscire la bava dalla bocca e ringhiare. Ecco prendi la mazza da baseball, gliela dai in testa. Altro che dolce grillo parlante, la sua autocommiserazione ti intenerisce e ti dà sui nervi. Colpo secco. Speri che perda la memoria, che non ricordi di essere un dannato e che finalmente incominci a vivere prima di morire. 

    September 12

    Metropolitana

     
    "C'è qualcosa di poetico nel prendere la metropolitana per arrivare a Milano".
     
    Mi disse mentre camminavamo seguendo passivamente i nostri amici che ci stavano conducendo verso il Brighton Pier per strade a noi ignote.
     
    "Poetico?" risposi mentre lo guardavo allibita.
     
    Sporca, noiosa e fredda. Questa era la mia visione della metro. Così non potevo semplicemente credere, che quel ragazzo di Palermo, potesse definirla così.
     
    Ma aveva ragione. Qualcosa di poetico c'è. Forse è il fatto che si addentra in un labirinto di cunicoli, passa grotte sotterranee in cui non mi stupirei un giorno di vedere qualche teschio. Forse è il fatto che dai meandri della terra si sbuca davanti ad un grandissimo duomo bianco. Un duomo che vedi tutti i giorni, ma non hai mai visto veramente. Finchè un giorno alzi la testa e osservi che ogni minima pietra rappresenta qualcosa, è pezzo di un intera storia. O più storie.
    Forse ancora, milano, i sotteranei, non c'entrano. Forse la poesia è nella gente che ci sale. Gente che ride al telefono o che piange, gente triste o felice o semplicemente annoiata. La poesia delle persone che vivono la loro vita. Lo sguardo della gente che legge un libro avvincente.
    O semplicemente il tipo che canta canzoni ad alta voce, ed è bravissimo. O "il generale che parla con una calza".
     
    O forse sono i sogni che fai, le storie che inventi, i personaggi che vengono a popolare il tuo mondo annoiato.
    Il mondo misterioso che si affaccia nella tua mente quando sei pensieroso.
    Un mondo diverso per tutti.
     
    Un universo di personaggi misteriosi. Come quello di Harry Potter, che è nato su un vagone del treno. O come il mio. Popolato di fantasmi che fuoriescono dai cunicoli, elfi, folletti e fatine.
     
    Si, hai ragione. C'è qualcosa di poetico nella metropolitana...
     
     
    January 24

    Seconda stella a destra...

     
    Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino....
     
    Recitava una delle più belle storie di tutti i tempi.
    Queste sono le indicazioni per arrivare nel regno dove un bambino rimane sempre piccolo e combatte contro pirati cattivi con l'aiuto di fatine e di un esercito di bambini perduti.
     
    Il regno di fantasia.
     
    Quello che ogni notte si raggiunge semplicemente sognando.
    Chiudiamo gli occhi e ci ritroviamo in questo mondo. E chissà forse quella persona che stanotte abbiamo sognato e che non abbiamo mai conosciuto, avrà fatto lo stesso sogno.
    Un sogno in cui si era amici e si combatteva contro i coccodrilli o i capitan uncini di turno.
    E stanotte si ritornerà a combattere insieme contro i mulini a vento in quella realtà parallela. Domani mattina ogni ricordo sarà vago.
    Ma chissà forse un giorno scopriremo che il sogno è realtà e la realtà fantasia...
     
     
     
    Oppure che abbiamo vissuto due vite.